Secondo il diritto esistono tre figure di apicoltore: apicoltore amatoriale, imprenditore apistico e apicoltore professionista. Che si eserciti l’attività per semplice autoconsumo o con finalità economiche, l’installazione di un nuovo apiario, oltre al rispetto delle distanze dai confini di proprietà e da strade di pubblico transito (art. 896-bis codice civile), prevede la registrazione in BDR (Banca Dati Apistica Regionale) da formalizzare attraverso il Dipartimento veterinario dell’ATS competente  per l’indirizzo di residenza o della sede aziendale/legale, richiedendo l’assegnazione del Codice di Allevamento (obbligatorio per ogni proprietario o detentore di alveari) e registrando la postazione utilizzando il modulo  Allegato A . L’eventuale acquisto di sciami e/o alveari dovrà poi essere registrato sempre in BDR entro 7 giorni tramite il proprio delegato alla gestione dell’anagrafe (ATS o Associazione).

Se l’avventura continua, tra l’1 di novembre e il il 31 dicembre di ogni anno l’apicoltore dovrà procedere alla denuncia di censimento, effettuare movimentazioni alveari e o nuclei secondo quanto previsto dalla norma nazionale e regionale (art 11 e 12 L.R. 5/2004), rispettare la normativa di polizia veterinaria e sull’utilizzo dei farmaci veterinari.

Con i melari colmi di miele, le strade dell’apicoltore amatoriale e dell’imprenditore apistico si dividono. Il primo, che produce per autoconsumo, potrà procedere con l’estrazione e l’invasettamento in un locale qualsiasi senza dover adempiere ad altri obblighi se non il rispetto della norma sull’anagrafe apistica nazionale, di polizia veterinaria e sull’utilizzo dei farmaci veterinari. Il secondo, che produce allo scopo di vendere,  avrà dovuto affrontare per tempo anche le seguenti problematiche:

  • Soluzione conforme alla norma per la produzione e il confezionamento dei propri prodotti alimentari (laboratorio)
  • Apertura/estensione Partita IVA ed eventuale iscrizione alla Camera di Commercio
    (ad es. presso un Centro di Assistenza Agricola come la CIA o la Coldiretti o altri)
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) di vendita ed eventualmente di smielatura confezionamento miele e/o altri prodotti alimentari (ad es. presso un Centro di Assistenza Agricola come la CIA o la Coldiretti o altri)
  • Vidimazione ATS del Registro dei Trattamenti veterinari (presso ATS)
  • Manuale di autocontrollo igienico sanitario e sistema di tracciabilità

Non si tratta di un percorso privo di ostacoli ma l’associazione e i CAA (Centri di Assistenza Agricola) sono sempre a disposizione per accompagnare i neo imprenditori apistici nella fase di avvio della loro attività.

fonte immagine http://www.tipicamentepiemonte.it