SCORRI LA PAGINA PER SCOPRIRE LE AZIONI DI CONTRASTO A VESPA VELUTINA ATTUATE DALL'ASSOCIAZIONE
12 ottobre e 11 novembre 2025
NUOVI RITROVAMENTI DI ESEMPLARI ADULTI DI V. VELUTINA A GOMBITO (CR) E GORGONZOLA (MI)
Il 12 ottobre 2025 è stato segnalato a Gombito (Cremona) un individuo di Vespa velutina. In base all’aspetto, l’esemplare è apparso compatibile con un maschio.
Considerato il periodo (fine stagione), è stato attivato un monitoraggio passivo intensivo mediante Tap-Trap nell’area, con controlli ravvicinati e attenzione alle eventuali ulteriori catture. Il presidio è stato poi interrotto a fine novembre, in coerenza con la riduzione dell’attività stagionale.
Esito: non sono state registrate nuove catture né ulteriori segnalazioni, né nell’area né nelle trappole attivate a supporto.
L’11 novembre 2025 è stato segnalato a Gorgonzola (Milano) un individuo di Vespa velutina, anch’esso ritenuto compatibile con un maschio sulla base dell’aspetto.
Questo episodio è particolarmente significativo perché l’intercettazione è avvenuta grazie alla rete del progetto Citizen Science: la presenza delle Tap-Trap distribuite nell’ambito del monitoraggio ha permesso di raccogliere il riscontro in modo tempestivo e verificabile, confermando l’utilità del presidio diffuso anche fuori dalle aree storicamente considerate più esposte.
Anche in questo caso, dato il periodo tardo-autunnale, è stato attivato un monitoraggio passivo intensivo con Tap-Trap, poi sospeso a fine novembre.
Esito: nessuna ulteriore cattura o segnalazione è emersa dalle trappole durante il periodo di presidio.
In assenza di ulteriori catture nelle settimane successive, le due segnalazioni autunnali sono state gestite come eventi sentinella, mantenendo alta l’attenzione e rinviando l’eventuale intensificazione operativa alla finestra più favorevole della stagione successiva (primavera), quando il monitoraggio può concentrarsi in modo più efficiente sull’intercettazione precoce e sulla verifica di eventuali focolai.
Come già avvenuto nell’episodio di Busto Arsizio, i monitoraggi passivi intensivi sono stati eseguiti in collaborazione con il personale dell’Associazione Apicoltori Lombardi.
La velutina è un efficientissimo cacciatore di api. Le cattura davanti agli alveari e le uccide per nutrire le numerose larve presenti nei suoi nidi. A differenza dell’ape asiatica (Apis cerana), la nostra ape (Apis mellifera ligustica) non riesce a difendersi adeguatamente.
Quando questo predatore tiene sotto assedio gli alveari le api smettono di uscire per raccogliere il cibo (nettare e polline) necessario per nutrire la famiglia. Di conseguenza la colonia si indebolisce pericolosamente.
Segnala il tuo possibile avvistamento compilando il modulo online “Segnalazioni Vespa velutina”
13 agosto 2025
VESPA VELUTINA, RITROVAMENTO DI ESEMPLARI ADULTI A BUSTO ARSIZIO (VA)
Il 13 agosto arriva la prima conferma: Vespa velutina a Busto Arsizio. In poche ore si accende la rete, gli apicoltori di zona cominciano a guardare gli alveari due volte al giorno, a inviare foto, a chiamare. Due giorni dopo, tra retini e appunti presi in fretta, arrivano le prime catture e una traccia: le velutine liberate prendono la via del bosco, quella macchia verde che costeggia gli apiari e sconfina in proprietà private e un vivaio.
La finestra utile per la radiotelemetria slitta, il meteo non aiuta. Così la squadra UNAAPI riesce a entrare davvero in scena solo il 4 settembre. Siamo in dodici, tra tecnici e apicoltori, con una mappa di apiari e corridoi verdi che si aggiorna a ogni rilascio. Il lavoro è quello paziente delle indagini: pesare e marcare. Spesso il tag è troppo per operaie leggere; allora si passa al filo e si segue a vista. Qualche volta il marcatore si incastra nella vegetazione; qualche volta Vespa crabro arriva nel momento sbagliato. Nonostante gli intoppi, più vettori di volo puntano nella stessa direzione: il margine del bosco.
L’11 settembre, finalmente, una cattura “giusta”: 0,343 g, teoricamente idonea al tag. Ma anche qui la realtà è meno lineare delle procedure: un nuovo incastro al rilascio, poi l’interferenza di Vespa crabro e l’individuo è perso. Il 16 settembre, altri turni di osservazione su più apiari non danno riscontri. Il nido non è ancora emerso, ma il perimetro si è ristretto e l’ipotesi del bosco resta la più solida.
Intanto, dietro le quinte, continuiamo a tessere la parte istituzionale e logistica. L’8 settembre abbiamo inviato una PEC a Regione Lombardia con coordinate, documentazione e ennesima richiesta di un piano di gestione coerente con la normativa nazionale.
I prossimi passi sono già tracciati: insistere nelle finestre pomeridiane, preparare rilasci “puliti” lontano dalla vegetazione, lavorare in staffetta sul bosco. In parallelo, stiamo valutando un trappolaggio intensivo per le regine fondatrici, con personale e mezzi tecnici di Apilombardia e dell’Associazione Apicoltori Varese: un intervento che può alleggerire la pressione sulla stagione che viene e, allo stesso tempo, restituire dati utili a chi deve decidere.
Per chi vuole entrare nel dettaglio — cronologia, metodi, risultati, mappe — qui c’è il documento completo:
E, come sempre, grazie a chi in questi giorni ha messo tempo, occhi e pazienza al servizio di tutti. Continuiamo a lavorare insieme: è così che si trovano i nidi.
15 luglio 2025
PROGETTO CITIZEN SCIENZE 2025 DI MONITORAGGIO V. VELUTINA
Contesto e motivazioni
Il percorso di sorveglianza lombardo su Vespa velutina (calabrone asiatico) ha preso avvio nel 2021, quando è stato rinvenuto il primo esemplare regionale a San Damiano al Colle (PV). A partire da quel momento, Apilombardia – in collaborazione con il Servizio Veterinario di ATS Pavia – ha strutturato un programma di monitoraggio progressivo, con particolare attenzione alle aree di confine e ai corridoi di possibile espansione.
Nel corso delle stagioni successive, il quadro nazionale e interregionale ha confermato una pressione crescente: i ritrovamenti e la diffusione della specie nelle regioni limitrofe (in particolare nelle aree già note di presenza e lungo i principali assi di espansione) hanno reso necessario mantenere alta l’attenzione e predisporre una sorveglianza sempre più capillare anche in Lombardia.
Impostazione del monitoraggio
Il progetto 2025, cofinanziato con il contributo del REG UE 2021/2115 anno 2025, è stato impostato come monitoraggio di presenza/assenza, basato su un modello di citizen science che coinvolge attivamente gli apicoltori associati.
La scelta metodologica è stata guidata da un principio operativo chiaro: presidiare in modo efficace i luoghi più attrattivi per Vespa velutina, in primis gli apiari, che rappresentano punti di osservazione privilegiati perché la specie predilige le api domestiche come risorsa alimentare. Questo approccio consente di:
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aumentare la probabilità di intercettazione precoce;
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ottimizzare le risorse concentrando lo sforzo sui punti sensibili;
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garantire una copertura territoriale ampia grazie alla presenza diffusa degli apicoltori;
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raccogliere dati utili a mappare la distribuzione e a individuare aree prioritarie.
In questa fase, un approccio “a griglia” (una trappola per cella) è stato considerato meno efficace, perché rischia di non presidiare adeguatamente i punti attrattivi e comporta un incremento significativo di costi e ore-lavoro, spesso richiedendo operatori dedicati.
Trappole, georeferenziazione e controlli
Già nel 2024, nelle aree a rischio definite in provincia di Pavia, erano state posizionate 46 trappole all’interno di un’area prioritaria, con controlli ogni 15 giorni. La geolocalizzazione delle trappole è stata mantenuta come elemento centrale: non solo per la gestione operativa, ma soprattutto per leggere la distribuzione spaziale nel tempo e riconoscere precocemente eventuali criticità.
Per la stagione 2025 è stata prevista un’estensione del monitoraggio:
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lungo i confini maggiormente esposti (in particolare verso il Piemonte);
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e, in parallelo, su scala regionale, grazie alla rete associativa.
Le trappole sono state geo-referenziate e inserite in un Database dedicato; sono state inoltre effettuate verifiche sul corretto svolgimento dell’attività di monitoraggio da parte degli associati, con l’obiettivo di mantenere omogeneità e qualità dei dati raccolti.
Esche e indicazioni operative
Per il riabbocco periodico è stata adottata una soluzione operativa basata su birra chiara (formato minimo 33 cl), rinnovata ogni 15 giorni nel periodo primaverile (marzo–giugno), in coerenza con l’impostazione tecnica del progetto e con l’obiettivo di ridurre per quanto possibile l’attrattività verso insetti non target.
In linea con le Linee guida ISPRA, il monitoraggio “capillare” e le eventuali azioni più specifiche sono state impostate per essere attivate solo in presenza di riscontri (esemplari o nidi), applicando modalità e accorgimenti indicati nei documenti di riferimento.
Strumenti di segnalazione e coordinamento
Accanto alla rete fisica delle trappole, il progetto ha adottato strumenti di comunicazione e verifica rapida:
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un modulo di segnalazione per raccogliere avvistamenti anche fuori dalle aree di monitoraggio prioritario;
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un canale di segnalazione rapida via WhatsApp, utile per ricevere in tempo reale foto e informazioni e per ridurre i tempi di verifica;
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comunicazioni periodiche con istruzioni operative e richiami sulle corrette modalità di monitoraggio;
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una mappatura dinamica delle aree presidiate, aggiornata in base alle georeferenziazioni e all’avanzamento delle attività.
Attività svolte e risultati 2025
Nel corso della stagione, la sorveglianza su Vespa velutina si è confermata un intervento prioritario, anche alla luce della conferma di presenza attiva sul territorio lombardo (con un nido rinvenuto in area varesina).
L’azione di monitoraggio con modello di citizen science, coordinata centralmente, ha incluso:
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distribuzione di 919 trappole sentinella (Tap-trap) e 919 lattine di birra bionda (esca zuccherina selettiva), con avvio anticipato sul territorio varesino e successiva estensione al resto della regione;
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attivazione del sistema di segnalazione rapida e verifica fotografica del contenuto delle trappole al momento dello svuotamento;
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raccolta e gestione delle georeferenziazioni e delle comunicazioni operative;
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aggiornamenti periodici e mappatura dinamica delle aree monitorate.
Posizionamento trappole luglio 2025
Nel complesso, il progetto ha consolidato una rete di sorveglianza regionale basata su presidi territoriali reali (apiari e punti sensibili), dati georeferenziati e una filiera di segnalazione/validazione rapida. Questo assetto è particolarmente efficace nella fase di prevenzione, quando la priorità è intercettare precocemente eventuali focolai, riducendo il rischio che la specie si insedi e si diffonda senza essere rilevata.
Considerazioni conclusive
La stagione 2025 ha confermato l’importanza di un monitoraggio strutturato e partecipato. Il modello adottato ha consentito di:
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mantenere una sorveglianza ampia, compatibile con le risorse disponibili;
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aumentare la probabilità di individuare tempestivamente nuove presenze;
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raccogliere dati utili alla pianificazione di eventuali interventi mirati, qualora emergano evidenze di presenza.
Il progetto prosegue quindi lungo una linea di continuità: presidiare i punti più attrattivi, rafforzare la capacità di segnalazione e validazione, e mantenere un impianto coerente con le indicazioni tecniche nazionali.
Ringraziamenti
Un ringraziamento va a tutti gli apicoltori che hanno partecipato al monitoraggio e alle attività di segnalazione, ai tecnici impegnati nel coordinamento e nelle verifiche, e ai partner istituzionali e territoriali. La qualità di una sorveglianza regionale dipende in modo decisivo dalla presenza diffusa e dalla costanza della rete sul territorio: un contributo che, anche nel 2025, si è dimostrato fondamentale.
29 dicembre 2021
VESPA VELUTINA, DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Ci siamo lasciati a giugno 2021 con la descrizione dell’attività di monitoraggio svolta in zona San Damiano al Colle. Ora, eccoci qui a raccontarvi com’è proseguito e come si è concluso (per il 2021) il monitoraggio del calabrone asiatico.
Un breve riepilogo
Nel corso di questi mesi, Apilombardia in collaborazione con il servizio veterinario ATS Pavia ha iniziato un’importante attività di monitoraggio nei confronti di Vespa velutina, specie alloctona, pericolosa per Apis mellifera e per l’apicoltura.
A seguito della prima segnalazione, avvenuta in data 23/04/2021, e durante il periodo intercorso tra aprile 2021 e giugno 2021, sono state svolte le seguenti attività:
Campagna d’informazione per la comunità del territorio. La campagna di sensibilizzazione e informazione nei confronti degli abitanti di San Damiano al Colle (PV) e dei nostri associati è servita a sensibilizzare ed informare circa il riconoscimento e la pericolosità di velutina. Questo ci ha permesso d’individuare nidi ormai inattivi e creare una rete per eventuali e future segnalazioni.
Studio del territorio e valutazione del rischio di diffusione. Grazie allo studio del territorio e della bibliografia ad oggi disponibile, è stato possibile valutare quali fossero i reali rischi di diffusione di velutina su larga scala. Il territorio di San Damiano al Colle è caratterizzato da un’intensa attività viticola, che riduce drasticamente i possibili luoghi ideali di nidificazione per V. velutina. Sono state valutate come zone più a rischio: zone boschive con scarso passaggio antropico e casolari abbandonati.
Trappolaggio con l’utilizzo di Tap-trap. L’attività di trappolaggio condotta ha previsto l’utilizzo di 200 Tap-trap posizionate entro i 2Km dal luogo di ritrovamento dei due nidi inattivi e 50 Tap-trap posizionate entro i 10Km dal luogo di ritrovamento dei due nidi e nei pressi degli apiari. Le trappole sono state posizionate ad 1,50 m da terra e con birra 4,7 % Vol.
Georeferenziazione delle trappole e delle catture. Le Tap-trap posizionate sono state tutte etichettate, codificate e georeferenziate. La disposizione delle trappole sul territorio si basa sulle considerazioni estrapolate dallo studio dello stesso.
Creazione di un Database. I dati raccolti ci hanno permesso di valutare l’effettiva presenza di velutina e serviranno soprattutto per sviluppare e migliorare monitoraggi futuri.
Monitoraggio delle trappole. Le tap-trap sono state svuotate, controllate e riempite ogni 15gg da maggio a novembre 2021.
Risultati ottenuti dal monitoraggio da maggio a luglio
A seguito e grazie alle attività sopra elencate sono stati catturati un totale di 9 adulti di cui: 6 regine e 2 operaie di V. velutina tra maggio e luglio 2021.
Da agosto in poi cosa è stato fatto?
Durante il periodo autunnale-estivo le operai iniziano ”l’attività di caccia”, ovvero inizia il periodo di predazione. Nel tentativo di verificare la presenza e la conseguente eventuale pressione da parte di V. velutina nei confronti degli apiari distribuiti nella zona circostante i luoghi di segnalazione dei nidi, da inizio agosto, Apilombardia ha incrementato l’attività di monitoraggio delle Tap-trap, con anche il monitoraggio attivo degli apiari.
Il controllo degli apiari è stato svolto dai tecnici Apilombardia a cadenza settimanale nel periodo tra agosto e novembre 2021.
I controlli sono stati fatti a diversi orari e con meteo differente per una durata minima di 20 minuti a controllo.
Per riuscire a coprire il maggior numero di ore e di apiari contemporaneamente si è scelto di sperimentare l’uso di una Fototrappola che ci ha permesso di essere presenti in maniera molto più costante sul territorio.
Risultati ottenuti dal monitoraggio da agosto a novembre
Alla fine di novembre 2021, a seguito di tutti i controlli sia in presenza che con l’utilizzo della fototrappola, non sono stati individuati esemplari adulti di V.velutina intente nella predazione di Apis mellifera.
Cosa verrà fatto nei prossimi mesi?
Nei prossimi mesi e prima della ripresa dell’attività biologica di V. velutina, i tecnici Apilombardia proseguiranno con le seguenti attività:
- Verifica di eventuali segnalazioni relative alla presenza di ipotetici nidi di V. velutina.
- Utilizzo di un drone per il controllo delle zone segnalate e/o d’interesse sfruttando l’assenza delle foglie e quindi una migliore visione del territorio.
- Valutare, in base ai dati raccolti e all’evolversi della situazione nei mesi di marzo/aprile 2022 la tempestività e l’efficacia degli interventi svolti.
- Valutare eventualmente come meglio migliorare l’attività svolta durante l’anno 2021.
Come possono essere utili gli apicoltori?
L’aiuto degli apicoltori è prezioso e fondamentale per la lotta e il contrasto di specie alloctone come Vespa velutina.
Purtroppo, senza che ve ne sia una reale volontà, spesso gli apicoltori “trasportano” specie alloctone da un territorio all’altro, soprattutto con la pratica del nomadismo.
Memori delle difficoltà che V. velutina ha portato e tutt’ora porta all’apicoltura ligure e toscana, dobbiamo necessariamente contribuire come meglio possiamo a contrastare questa vespa estremamente pericolosa per le api, la biodiversità e l’ecosistema tutto.
Qui di seguito vi elenco brevemente quelle che possiamo definire come delle “buone pratiche“ da svolgere da parte degli apicoltori per aiutare al monitoraggio e al controllo di V. velutina:
- Disporre delle Tap-trap all’interno del proprio apiario
- Fare monitoraggio attivo nel proprio apiario
- Segnalare eventuali ritrovamenti di possibili individui adulti e\o nidi di Vespa velutina
- Restare aggiornati sull’attività di monitoraggio partecipando a seminari e incontri
7 giugno 2021
VESPA VELUTINA IN LOMBARDIA. GLI AGGIORNAMENTI DI GIUGNO 2021
Vespa Velutina in Lombardia, Apilombardia continua la mobilitazione.
Il 23 aprile 2021 viene ritrovato il primo esemplare adulto di Vespa velutina Lepeletier, 1836 all’interno di una trappola posizionata presso un apiario in località San Damiano al Colle (Pavia).
A seguito di questa segnalazione Apilombardia e il servizio veterinario di ATS Pavia si sono mobilitati velocemente per provvedere ad un attento trappolaggio e monitoraggio di zona.
Alcune informazioni su Vespa velutina Lepeletier, 1836
La Vespa velutina Lepeletier, 1836 è un imenottero, comunemente chiamato “calabrone asiatico”, simile per aspetto al comune calabrone (Vespa crabro) ma originario del Sud-Est asiatico. Probabilmente è arrivato in Europa tramite trasporto passivo di una regina feconda all’interno di un carico di legname, nel 2004.
Negli anni successivi, V. velutina, si è diffusa velocemente in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania.
Nel 2012, è arrivata in Italia precisamente ad Imperia.
Nella zona d’Imperia, V. velutina si è oramai adattata perfettamente al clima e all’habitat causando ogni anno innumerevoli danni per l’apicoltura e per la biodiversità locale.
In Lombardia infine, ad aprile 2021, V. velutina è stata segnalata, per la prima volta, da un apicoltore, in Provincia di Pavia presso la località di San Damiano al Colle.
Vespa velutina ha una dimensione di circa 3 cm, è prevalentemente di colore nero con una banda gialla/arancio sulla parte terminale dell’addome, una stretta linea gialla sul primo segmento addominale e possiede le caratteristiche zampe nere con la parte terminale gialla.
Il nido viene costruito in luoghi aperti appeso ai rami degli alberi a diversi metri d’altezza. Il ciclo biologico di Vespa velutina dura tutto l’anno.
Infatti, la sopravvivenza della colonia viene garantita dalla sopravvivenza invernale delle regine feconde.
In inverno, durante il periodo di diapausa, le regine feconde si rifugiano in luoghi riparati e asciutti.
Nel periodo primaverile (marzo-aprile), le regine, una volta risvegliate dal periodo di diapausa, iniziano l’attività di costruzione del nido primario all’interno del quale verranno deposte le uova che la regina stessa alleverà; queste daranno vita alle prime operaie.
Durante il periodo primaverile, risulta essere particolarmente efficacie contro l’invasione di V. velutina, l’attività di trappolaggio.
Le trappole permettono la cattura delle regine, evitando la conseguente fondazione di nuovi nidi e quindi la nascita delle operaie.
Nel periodo di fine primavera/inizio estate (maggio-luglio) i nidi secondari (derivati dai nidi primari o nidi primari ingranditi) sono nel pieno della loro attività di sviluppo sia per dimensione sia per popolazione.
In questo periodo i nidi sono abitati da un elevato numero di operaie, le quali necessitano di una fonte proteica per il nutrimento delle larve presenti nell’alveare. Le api sono un’ottima fonte proteica e di nettare.
Alcune testimonianze ci descrivono l’attività di “caccia” delle V. velutine come finalizzata alla predazione di api operaie bottinatrici per potersi nutrire di nettare (presente nella borsa melaria) e di proteine per il nutrimento delle larve.
In estate avanzata/autunno (agosto/novembre) i nidi raggiungono il loro massimo sviluppo. In questo periodo nasceranno le future regine e i maschi.
Le future regine, dopo essersi accoppiate, cercano un posto sicuro dove compiere il periodo di diapausa invernale mentre maschi ed operaie moriranno con l’arrivo dell’inverno.
Il periodo tardo estivo/autunnale è il peggiore per gli apicoltori e per le loro api poiché coincide con il periodo dell’elevato numero di operaie di V. velutina impegnate nell’attività di “caccia”.
Vespa velutina. L’attività di trappolaggio di Apilombardia anche con il GPS
Il trappolaggio è stato effettuato dai Tecnici Apilombardia grazie all’utilizzo di apposite “Tap trap” (nella foto)
Le Tap trap sono state posizionate su di una bottiglia di plastica da 1,5L riempita di birra chiara 4,7% Vol. ad un’altezza di 1,50 m da terra.
Sono state dislocate all’interno di un areale di 2Km di raggio dal luogo di ritrovamento dei due nidi (di cui uno precedentemente abbattuto) un totale di 137 trappole.
In base alle conoscenze di tipo etologico sull’animale si è deciso di posizionare le trappole in luoghi in cui è più probabile la presenza di V. velutina sia per quanto riguarda l’habitat sia per i luoghi di attrazione.
Nello specifico le trappole sono state posizionate: nei pressi di apiari, di zone boschive poco frequentate e di casolari disabitati.
Tramite l’utilizzo di un GPS la posizione di ogni trappola è stata georeferenziata e inserita all’interno di un Data Base continuamente aggiornato con i dati relativi ad ogni singola trappola.
La georeferenziazione delle trappole ci permette inoltre di avere una visione di tipo spaziale della disposizione delle trappole sul territorio.
L’attività di monitoraggio in Lombardia della vespa velutina

Nella foto: attività di monitoraggio, a sinistra. Due adulti di Vespa Velutina (a destra) ritrovati all’interno di una Tap trap in località Villa Marone
Dai primi posizionamenti delle trappole ad oggi prosegue l’attività di monitoraggio che consiste nel controllo a cadenza regolare (ogni 15gg) delle trappole precedentemente posizionate.
Le trappole vengono svuotate, controllate (viene verificata l’eventuale presenza di Vespa velutina), ricaricate con l’attrattivo ed infine riposizionate.
Al 28/05/2021 sono stati ritrovati 6 esemplari adulti di Vespa velutina all’interno delle trappole oltre che un numeroso quantitativo di Vespa crabro L., 1761.
Le V. velutina ritrovate vengono inviate per il riconoscimento al Reparto di Virologia presso la sede di Brescia di IZSLER.
Come proseguirà l’attività di monitoraggio nei prossimi mesi?
I prossimi mesi, saranno fondamentali per comprendere il grado effettivo di infestazione da V. velutina nel territorio pavese.
In primis, grazie ai dati raccolti sarà possibile valutare l’efficacia e la tempestività dell’intervento di trappolaggio tramite l’uso di Tap trap.
Successivamente, verrà effettuato un monitoraggio attivo mediante il controllo dell’attività dell’alveare.
Nello specifico verranno effettuati degli appostamenti diurni nei pressi degli apiari situati all’interno dei 2Km di raggio dal luogo di ritrovamento dei nidi di V. velutina per verificare la presenza di operaie.
Inoltre, in base al luogo di cattura degli esemplari all’interno delle Tap trap, vi sarà una conseguente intensificazione dell’attività di ricognizione della zona al fine di trovare un eventuale nido di V. velutina.
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