Con un’affollata assemblea, il 20 novembre a Lamezia Terme, si è costituito il Gruppo Autonomo Permanente “Salviamo le api”, a cui hanno aderito 73 apicoltori calabresi che rappresentano oltre il 60% della produzione apistica regionale, con l’obiettivo di intraprendere tutte le azioni utili alla salvaguardia del patrimonio apistico regionale.

La grave situazione venutasi a creare da oltre due mesi, sta producendo la più importante crisi del settore apistico mai registrata nella regione. L’ordinanza emanata dalla Regione Calabria, con l’intento di bloccare la diffusione del parassita, ha prodotto ad oggi la distruzione di oltre 3000 arnie, senza ottenere alcun effetto eradicante dell’infezione e senza certezze sugli indennizzi economici previsti per gli apicoltori colpiti.

Solo ieri, lunedì 24 novembre, sono state sterminate le api e bruciate tutte le arnie di un apiario, composto da 126 colonie, a San Procopio (RC).

Nei confronti dell’ordinanza regionale è stato depositato regolare ricorso al TAR della Regione Calabria, chiedendo la moratoria sulla distruzione degli apiari, per limitarsi al massimo alle singole arnie oggetto di rinvenimento del parassita, e la possibilità di movimentare liberamente gli alveari all’interno del territorio della Calabria, collaborando al tempo stesso, come sempre, con i Servizi Sanitari Pubblici per le necessarie operazioni di controllo.

Lunedì 1 dicembre (a mesi di distanza dal primo allarme del 5 settembre), è stato finalmente convocato dal Ministero della Salute il primo incontro con il contributo di: Ministeri di Agricoltura e Ambiente, Associazioni apistiche.

C’è una qualche effettiva volontà di ascolto degli apicoltori? Di prendere atto del fallimentare approccio autoreferenziale prepotentemente imposto? Di costruire un tavolo di crisi che concordi e metta in atto misure proporzionate, sensate e con qualche speranza di efficacia? Gli apicoltori italiani e le loro organizzazioni Unaapi e Conapi ci contano!

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Scarica la lettera alle Autorità del Gruppo “Salviamo le api”

Scarica il comunicato stampa del Gruppo “Salviamo le api”