Il bollettino fenologico IPHEN del 9 aprile 2026 restituisce, per la Lombardia, l’immagine di una Robinia pseudoacacia più avanti nello sviluppo rispetto a quanto osservato nello stesso periodo del 2025. Il confronto con il bollettino del 10 aprile 2025 conferma infatti un anticipo fenologico piuttosto evidente, soprattutto nei siti di pianura e nelle aree più favorevoli dal punto di vista termico.

Se nel 2025, alla seconda settimana di aprile, il quadro regionale era ancora dominato dalle fasi di sviluppo fogliare, con molte piante tra apertura delle gemme, prime foglie distese e solo i primi casi di infiorescenze visibili, nel 2026 la situazione appare più avanzata. La mappa regionale del 9 aprile mostra infatti una presenza già consistente di piante in BBCH 51, cioè con infiorescenze visibili, e in alcuni casi già in BBCH 55, con boccioli ben formati. Accanto a queste, restano naturalmente presenti anche siti ancora in fase fogliare, ma il quadro complessivo risulta più avanzato rispetto allo scorso anno.

In altre parole, mentre nel 2025 la robinia lombarda si trovava ancora prevalentemente in una fase vegetativa, nel 2026 una parte significativa dei rilievi mostra già il passaggio verso la fase riproduttiva. Si tratta di un elemento importante per l’apicoltura, perché indica che la stagione della robinia potrebbe aprirsi con un certo anticipo, almeno nei contesti più precoci.

Anche il quadro agrometeorologico aiuta a spiegare questa differenza. Le carte di anomalia termica del bollettino 2026 mostrano, su gran parte del Nord Italia e anche sulla Lombardia, temperature massime superiori alla media climatica e minime in molti casi anch’esse sopra la norma. Nel 2025, invece, il quadro termico risultava più contenuto, con anomalie meno favorevoli all’accelerazione dello sviluppo. Questo maggiore accumulo di calore nel 2026 sembra aver favorito una progressione più rapida della robinia, anticipando la comparsa delle infiorescenze e dei primi boccioli.

Il confronto con il contesto meteorologico regionale va nella stessa direzione. I dati ARPA Lombardia delle ultime settimane indicano per il 2026 condizioni più favorevoli allo sviluppo vegetativo, con temperature miti e senza segnali di raffreddamento marcato nel periodo immediatamente precedente al rilievo. Nel 2025, al contrario, l’avanzamento risultava più lento e meno omogeneo sul territorio regionale. Questo non significa che la fioritura sia imminente ovunque allo stesso modo, ma suggerisce che il 2026 si stia muovendo con un anticipo di alcuni giorni rispetto al 2025, in particolare in pianura e nelle esposizioni più calde.

Dal punto di vista fenologico, il messaggio è quindi abbastanza chiaro: la Lombardia si presenta quest’anno con una robinia già ben avviata verso la fioritura. I siti ancora più arretrati non mancano, soprattutto nei contesti collinari o più freschi, ma la presenza diffusa di BBCH 51 e i primi casi di BBCH 55 mostrano che la stagione è partita con maggiore slancio rispetto a dodici mesi fa. Se le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni rimarranno favorevoli, è plausibile attendersi un ulteriore rapido avanzamento della fioritura.

Per gli apicoltori lombardi questo significa che il monitoraggio locale diventa, già da ora, particolarmente importante. Il confronto con il 2025 suggerisce infatti che i tempi della robinia possano risultare anticipati, anche se con differenze territoriali che restano marcate tra pianura, fascia pedemontana e collina. Saranno i prossimi rilievi a chiarire con maggiore precisione la velocità di evoluzione della fioritura, ma il quadro di inizio aprile 2026 indica senza dubbio una stagione più precoce rispetto a quella osservata nello stesso periodo del 2025.

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