Robinia in Lombardia: nel 2026 sviluppo più avanzato rispetto al 2025

Il bollettino fenologico della Rete Fenologica Nazionale del 16 aprile 2026 evidenzia, per la Lombardia, una Robinia pseudoacacia in fase di sviluppo più avanzata rispetto a quanto osservato nello stesso periodo del 2025.

Il confronto con i rilievi del 17 aprile 2025 mostra infatti una differenza piuttosto netta: mentre lo scorso anno gran parte dei siti lombardi risultava ancora in fase vegetativa, con piante comprese tra sviluppo fogliare e prime foglie distese (BBCH 10–19), nel 2026 si osserva una diffusione molto più ampia delle fasi riproduttive iniziali.

In particolare, nei rilievi più recenti risultano già frequenti le fasi BBCH 51 (infiorescenze visibili) e BBCH 55 (boccioli ben formati), soprattutto nelle aree di pianura e nei contesti più caldi. In alcuni siti compaiono già anche le prime situazioni prossime alla fase successiva. Si tratta di un passaggio importante, che segna l’ingresso della robinia nella fase che precede la fioritura vera e propria.

Le differenze tra le due annate sono strettamente legate all’andamento meteorologico delle settimane precedenti.

Nel 2026, secondo i dati ARPA Lombardia e le analisi riportate nel bollettino IPHEN, la prima parte di aprile è stata caratterizzata da condizioni stabili e temperature generalmente superiori alla media stagionale. Questo ha favorito un accumulo termico più rapido, accelerando lo sviluppo della robinia e anticipando la comparsa delle infiorescenze.

Nel 2025, pur in un contesto complessivamente mite, le condizioni risultavano più variabili e meno favorevoli a uno sviluppo uniforme, con un avanzamento più graduale della fenologia.

Anche le carte di anomalia termica del bollettino 2026 confermano un quadro con temperature massime e minime generalmente sopra la media climatica, elemento che spiega la maggiore rapidità di evoluzione osservata quest’anno.

Guardando ai prossimi giorni, le previsioni indicano un possibile passaggio verso condizioni più variabili e localmente instabili, ma senza segnali di raffreddamenti significativi. Le temperature dovrebbero infatti mantenersi su valori in linea o leggermente superiori alla norma, consentendo alla fenologia di proseguire senza interruzioni.

In questo contesto, eventuali precipitazioni potrebbero avere effetti soprattutto sulla qualità della secrezione nettarifera, più che sulla tempistica della fioritura. La progressione fenologica, infatti, appare ormai ben avviata e difficilmente soggetta a rallentamenti marcati in assenza di cali termici importanti.

Verso la fioritura

Alla luce dello stato attuale e delle condizioni meteorologiche previste, la stagione 2026 si configura quindi come più precoce rispetto al 2025. La presenza diffusa delle fasi BBCH 51–55 indica che la robinia è ormai prossima alla fioritura, almeno nelle aree di pianura.

Se il quadro meteorologico dovesse mantenersi favorevole, è plausibile attendersi un avvio anticipato della fioritura, con differenze locali legate a quota, esposizione e microclima. In termini pratici, rispetto allo scorso anno, la fioritura potrebbe quindi presentarsi con quasi una settimana di anticipo nei siti più precoci, e con un vantaggio mediamente più contenuto ma comunque evidente nel resto della regione.

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