Robinia in Lombardia: la fioritura 2026 si chiude con un andamento rapido e differenziato sul territorio
A una settimana dall’ultimo aggiornamento, il quadro fenologico della robinia in Lombardia mostra ormai con chiarezza la fase conclusiva della stagione produttiva 2026. I rilievi del bollettino IPHEN del 14 maggio evidenziano infatti una situazione dominata dagli stadi di fine fioritura e post-fioritura (BBCH 67–69) in gran parte delle aree monitorate della regione, con solo alcune situazioni residuali ancora attive nelle zone più tardive e fresche.
Già nell’articolo della scorsa settimana avevamo evidenziato come la campagna 2026 stesse evolvendo molto rapidamente, sospinta da temperature superiori alla media e da una successione di fasi calde alternate a passaggi instabili. Il nuovo bollettino conferma questa tendenza: la robinia lombarda ha completato il proprio ciclo in tempi relativamente brevi e con un forte anticipo nelle aree precoci di pianura, dove in molti casi la fioritura può ormai considerarsi conclusa.
Le immagini provenienti dai rilevatori mostrano chiaramente il passaggio verso gli stadi terminali: in diverse aree di Milano, Monza Brianza, Pavia e parte del Bergamasco si osservano grappoli sfioriti, petali caduti e inizio formazione dei baccelli, tipici della fase BBCH69. Nelle aree collinari e pedemontane più fresche, invece, soprattutto tra Comasco, Lecchese e alcune vallate prealpine, sono ancora presenti situazioni di BBCH65–67, con fioritura residua ma ormai avviata verso la conclusione.
Il confronto con la stessa fase del 2025 risulta particolarmente interessante. A metà maggio dello scorso anno il focus regionale mostrava ancora una presenza significativa di siti in piena fioritura (BBCH65), soprattutto nelle aree collinari e interne, mentre le situazioni di fine fioritura apparivano più limitate e meno diffuse. Nel 2026, invece, la distribuzione fenologica appare più avanzata e omogenea verso gli stadi finali, segnale di una stagione più veloce e termicamente più spinta.
Anche il quadro meteorologico aiuta a spiegare questa differenza. Le mappe di anomalia termica del bollettino 2026 mostrano temperature massime e minime superiori alla media climatica 1991–2020 su gran parte del Nord Italia durante il periodo 8–14 maggio. Nel 2025, pur in presenza di anomalie positive, il contesto appariva leggermente meno accelerato e con una progressione fenologica più graduale.
Dal punto di vista apistico, il bilancio che emerge dal territorio lombardo appare complessivamente discreto ma eterogeneo. Le rese sembrano mediamente migliori nelle aree che hanno beneficiato di alcuni giorni stabili durante la piena fioritura non colpiti da eventi intensi. Le aree più precoci della pianura hanno spesso sofferto maggiormente gli effetti combinati di temporali, grandinate localizzate, vento e forte variabilità atmosferica, che in diversi casi hanno accorciato ulteriormente la durata utile della secrezione nettarifera.
La stagione 2026 conferma ancora una volta quanto la produzione di miele di robinia dipenda soprattutto dalla stabilità meteorologica durante la breve finestra produttiva. Anche in presenza di abbondanti fioriture, infatti, sbalzi termici, umidità elevata, precipitazioni frequenti o vento persistente possono ridurre la secrezione di nettare e limitare l’attività di bottinamento.
Nelle zone più tardive della fascia prealpina la stagione non può ancora considerarsi completamente chiusa, ma la il grosso della produzione regionale è ormai definito. Resta ora da capire se le ultime fioriture residue riusciranno a beneficiare di qualche giornata più stabile prima del definitivo passaggio alle produzioni estive.