Come indicato nelle PEC che molti allevatori stanno ricevendo in questi giorni, gli apicoltori italiani sono tenuti a rispettare un nuovo obbligo formativo in materia di identificazione e registrazione degli operatori, degli stabilimenti e degli animali, come previsto dal Decreto 6 settembre 2023. Questa normativa, in linea con il Regolamento UE 2016/429, impone il completamento della formazione entro il 31 dicembre 2025.

Chi è interessato dalla normativa?

L’obbligo formativo riguarda tutti gli apicoltori, tuttavia, le attività registrate in BDN come “familiari” sono escluse da questo adempimento.

Obiettivo della formazione

L’obiettivo alla base dalla norma sarebbe quello di fornire agli apicoltori le conoscenze necessarie per la gestione e la registrazione degli allevamenti apistici in conformità con le nuove normative sanitarie europee. Questo aggiornamento normativo mirerebbe a migliorare la tracciabilità e la sicurezza sanitaria nel settore, prevenendo la diffusione di malattie tra alveari e assicurando un controllo più efficace sulle attività di allevamento.

Struttura del corso: durata e costi

Il percorso formativo prevede:

  • Un programma modulare, articolato in sessioni teoriche.
  • Una durata complessiva di 18 ore per gli operatori,
  • Un costo variabile, che può oscillare tra 170 € e 200 €, in base all’ente erogatore.

Un ulteriore peso per gli apicoltori: burocrazia e costi aggiuntivi

Questo nuovo obbligo formativo rappresenta un ulteriore aggravio burocratico per gli apicoltori, già impegnati nella gestione quotidiana delle proprie attività e nell’adempimento di numerosi obblighi normativi.

Oltre al tempo necessario per completare la formazione, vi è anche un costo economico diretto, senza contare le eventuali spese accessorie legate a spostamenti o alla gestione documentale. In un settore che già affronta sfide economiche e climatiche significative, tra il calo della produzione, l’aumento dei costi operativi e le difficoltà nella commercializzazione del miele, questa nuova imposizione rischia di pesare ulteriormente sulle aziende apistiche, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni.

L’Associazione è consapevole di queste difficoltà e continuerà a monitorare la situazione, fornendo supporto ai propri associati per aiutarli a ottemperare a questo nuovo adempimento nel modo più agevole possibile. Invitiamo quindi tutti i soci ad aspettare e rimanere aggiornati: l’Associazione fornirà tempestive comunicazioni sugli sviluppi della normativa e sulle eventuali agevolazioni disponibili. Nel frattempo, resta aperta la questione di quanto la crescente burocratizzazione del settore possa incidere negativamente sulla competitività e sulla sostenibilità economica delle aziende apistiche italiane.