La rilevazione mensile di marzo 2026 dell’Osservatorio Nazionale Miele pubblicato su MIELINFORMA, evidenzia un avvio di stagione inizialmente favorevole, seguito però da un brusco rallentamento che ha riportato in primo piano l’incertezza produttiva.

Andamento produttivo: sviluppo buono, ma fioriture compromesse

Le condizioni miti della prima parte del mese hanno favorito un buon sviluppo delle famiglie, creando aspettative positive per l’avvio della stagione. Tuttavia, nella terza decade di marzo, un marcato ritorno di freddo – accompagnato da precipitazioni, vento e in alcuni casi gelo – ha determinato una discontinuità nei flussi nettariferi e nell’attività di bottinatura.

Al Nord, dove le colonie risultano generalmente ben sviluppate, gli sbalzi termici hanno inciso sulle fioriture precoci, in particolare ciliegio e tarassaco, riducendo le potenzialità produttive. In questo contesto, anche la Lombardia è coinvolta: il monitoraggio fenologico della rete IPHEN segnala che la Robinia pseudoacacia era già in fase sensibile (germogliamento) al momento delle gelate, esponendola a possibili danni.

Sebbene i danni più evidenti siano stati rilevati in alcune aree piemontesi, anche in Lombardia resta incerto l’impatto sulle produzioni di acacia..

Nel complesso, la stagione si presenta caratterizzata da una forte variabilità e instabilità, con flussi nettariferi irregolari e prospettive produttive ancora difficili da definire.

Prime indicazioni economiche: mercato fermo, partono sciami e servizi

Sul fronte economico, il mercato del miele all’ingrosso risulta al momento sostanzialmente fermo, senza transazioni significative registrate nel mese di marzo.

Si segnala invece l’avvio del mercato degli sciami, che entra nel vivo nel mese di aprile. Le prime quotazioni per gli sciami convenzionali si attestano tra 100 e 110 euro al Nord e al Centro, mentre per il biologico si registrano valori compresi tra 120 e 145 euro.

Il mercato delle regine è ancora nelle fasi iniziali, con le prime transazioni attese nelle settimane successive.

Per quanto riguarda il servizio di impollinazione, si registrano le prime attività in serra (in particolare nel Sud Italia), con prezzi indicativi tra 27 e 30 euro per unità, a conferma di un comparto che continua a rappresentare una voce economica rilevante per le aziende apistiche.

Prospettive: tutto dipende dalle prossime settimane

Il quadro che emerge è quello di una stagione partita con buone basi, ma rapidamente condizionata da eventi climatici sfavorevoli. Le prospettive produttive restano quindi fortemente legate all’andamento meteorologico di aprile, in particolare alla stabilizzazione delle temperature e alla ripresa dei flussi nettariferi.

Per gli apicoltori lombardi, l’attenzione è ora rivolta soprattutto all’evoluzione della fioritura dell’acacia, elemento chiave per la stagione produttiva, che potrebbe risultare particolarmente sensibile agli effetti delle recenti gelate.

  

Ai sensi del regolamento (UE) n. 2021/2115 – anno 2026