I tecnici di Apilombardia, nei mesi scorsi, hanno realizzato un “campionario” di difficoltà piuttosto corposo nella gestione dell’anagrafe apistica. Molte sono state progressivamente superate nella fase di “censimento”, anche grazie alla proroga intervenuta; si trattava però di una fase “statica”, con tempo a disposizione e apiari fermi, che coinvolgeva i tecnici (in quanto delegati dagli associati) e il “sistema informatico”. E’ stato difficile, frustrante e ha richiesto molto più tempo del ragionevole, ma è stato fatto!
Ora però che gli alveari hanno iniziato a muoversi (compravendita di nuclei, nomadismo), spesso anche verso altre Regioni, si presentano le difficoltà maggiori: la perdurante “cattiva comunicazione informatica” tra la Banca dati regionale (quella che viene usata operativamente in Lombardia) e la Banca dati nazionale (quella dove devono affluire i dati) mette in difficoltà sia gli apicoltori che non riescono a compiere le operazioni previste dalla normativa, sia i veterinari che devono controllare. E le sanzioni sono in agguato! Se aggiungiamo poi l’italica tendenza alla personale interpretazione di qualsiasi norma, il quadro è completo!
Facciamo alcuni esempi
Posto che, secondo la norma, gli apicoltori o i loro delegati dovrebbero registrare/aggiornare in BDA la compravendita di materiale vivo e gli spostament, anche temporanei, che determinano l’attivazione di un nuovo apiario o la cessazione delle atttività di un determinato apiario:
- Quali sono le corrette procedure per registrare l’acquisto e/o la vendita di nuclei da parte di apicoltori residenti in Lombardia da e verso apicoltori che provengono da fuori Regione?
- Quali sono le corrette procedure per registrare l’acquisto e/o la vendita di nuclei tra apicoltori residenti in Lombardia?
- Quali sono le corrette procedure per gestire il nomadismo il Lombardia e fuori Regione?
I nostri tecnici hanno affrontato le situazioni guidati dal solo buon senso (che non sempre fa rima con il rispetto delle norme), con un po’ di carte compilate (quando tutto dovrebbe essere svolto telematicamente) e qualche telefonata di spiegazioni. Diamo atto che altrettanta disponibilità e sensatezza è stata riscontrata nei veterinari delle Asl o ATS coinvolte. Risulta però evidente che non si può continuare così: l’anagrafe apistica rischia di saltare prima di partire!
Apilombardia ha quindi predisposto un documento con gli aspetti critici riscontrati e, soprattutto, quelli che possono pregiudicare le operazioni future. Il documento è stato inviato al Servizio Veterinario regionale insieme con la richiesta di incontro per discutere la situazione che si è creata e individuare le possibili soluzioni.