Aprile 2026: avvio di stagione positivo in Lombardia secondo l’Osservatorio Nazionale Miele
L’Osservatorio Nazionale Miele ha pubblicato su MIELINFORMA il report relativo alle rilevazioni del mese di aprile 2026, con un quadro nazionale caratterizzato da temperature nettamente superiori alla media e precipitazioni complessivamente inferiori alla norma. In questo contesto, anche la Lombardia ha mostrato un avvio di stagione anticipato, soprattutto per quanto riguarda la fioritura dell’acacia.
Dal punto di vista meteorologico, aprile 2026 è stato un mese eccezionalmente caldo. A livello nazionale le temperature medie sono risultate superiori di +2,2°C rispetto alla media climatica 1991-2020, rendendo aprile 2026 il secondo aprile più caldo dal 1800 dopo quello del 2018. Per le regioni settentrionali l’anomalia è stata ancora più marcata, con una media di +2,8°C. In Lombardia, tutte le province hanno registrato valori sensibilmente sopra la norma, con anomalie comprese tra +2,6°C e +3°C.
Sul fronte delle precipitazioni, il Nord Italia ha registrato un mese molto secco, con una piovosità media inferiore del 56,5% rispetto alla norma. Anche in Lombardia il deficit è stato diffuso: tra i valori riportati figurano Sondrio -58,6%, Varese -60,7%, Como -52,8%, Bergamo -32,7%, Brescia -42,3%, Milano -37,2%, Lodi -69,2%, Cremona -62,6% e Pavia -49,6%.
Per quanto riguarda l’andamento produttivo, il mese di aprile ha evidenziato una ripresa dei flussi nettariferi rispetto al rallentamento di fine marzo e un’accelerazione delle fasi fenologiche delle fioriture erbacee e arboree di interesse apistico, coerentemente con l’andamento termico caratterizzato da forti anomalie positive.
Per la Lombardia, i rilievi del mese di aprile hanno riportato un “avvio di stagione complessivamente positivo che ha dato soddisfazione agli apicoltori”. Prima della fioritura dell’acacia, alcune aziende sono riuscite a effettuare piccoli raccolti di millefiori primaverile, caratterizzati soprattutto dalla presenza di ciliegio, mentre il contributo del tarassaco è risultato più limitato. Le rese sono rimaste contenute, generalmente al di sotto dei 5 kg per alveare, anche a causa del ritorno di freddo di fine marzo, che aveva rallentato i flussi nettariferi e stimolato il consumo delle scorte.
L’acacia, su cui puntano gli apicoltori professionisti, è partita con circa una settimana di anticipo rispetto alla media stagionale. Nelle aree di pianura la fioritura si è protratta per circa una settimana o poco più, consentendo buoni incrementi produttivi. Più incerta, invece, è risultata la situazione nelle zone collinari, per il peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Il quadro lombardo si è quindi inserito in una dinamica primaverile molto anticipata, nella quale le temperature elevate hanno favorito un rapido sviluppo delle fioriture, ma la variabilità meteorologica ha richiesto attenzione, soprattutto nelle aree più tardive. Secondo il report meteorologico, al Nord le riserve idriche profonde e la fusione nivale hanno finora sostenuto la vegetazione, ma i primi segnali di stress superficiale hanno iniziato a manifestarsi con l’arrivo dei primi caldi di maggio.
L’Osservatorio segnala inoltre che, in diverse regioni, gli apicoltori hanno già manifestato preoccupazione per livelli elevati di varroa e per la presenza di virosi su api adulte, spesso in colonie molto sviluppate o sotto stress. In alcuni areali è stata osservata anche una marcata tendenza alla sciamatura.
Il report ricorda infine che i dati produttivi dovranno essere confermati nelle prossime settimane, una volta concluse le operazioni di smielatura. Per la Lombardia, tuttavia, le rilevazioni di aprile restituiscono l’immagine di un avvio di stagione positivo, sostenuto dall’anticipo dell’acacia e da condizioni termiche favorevoli, ma con differenze territoriali legate all’evoluzione meteorologica locale.
Andamento del mercato
Per quanto riguarda il mercato, il report dell’Osservatorio Nazionale Miele segnala che nel mese di aprile non sono state registrate transazioni significative sul mercato del miele all’ingrosso. Si tratta quindi di una fase ancora interlocutoria, in attesa che le prime produzioni primaverili e di acacia vengano smielate e rese disponibili.
Più dinamico invece il mercato degli sciami, entrato nel vivo nel corso del mese con le consegne degli sciami con regine dell’anno precedente, pronti per le prime fioriture importanti. Le quotazioni rilevate per gli sciami convenzionali si sono attestate tra 100 e 110 euro/cad. al Nord e al Centro, e tra 90 e 100 euro/cad. al Sud. Per gli sciami biologici le quotazioni sono risultate comprese tra 120 e 145 euro/cad..
Per quanto riguarda le regine, i prezzi rilevati sono oscillati tra 18 e 20 euro/cad..
Ai sensi del regolamento (UE) n. 2021/2115 – anno 2026
