Dal 2012, ogni anno presso il Parlamento Europeo a Bruxelles si tiene la Settimana europea delle api dal 2021 ribattezzata EU Pollinator Week, nel tentativo di realizzare un quadro di cooperazione più inclusivo. La settimana europea degli impollinatori 2023 si svolge dal 28 al 30 novembre e, insieme a Bee-Life, miriamo a diffondere il ronzio sulle più recenti azioni scientifiche e politiche riguardanti le sfide esistenti e le potenziali soluzioni per la protezione degli impollinatori europei.

EU Pollinator Week – Momenti salienti del Giorno 1 – 28 Nov 2023

Per ulteriori informazioni, l’accesso alle registrazioni e alle diapositive, visitate www.eupollinatorweek.com (Le registrazioni e le diapositive saranno disponibili alcuni giorni dopo l’evento).

La Settimana Europea degli Impollinatori è iniziata il 28 novembre con una serie di discussioni su argomenti politici altamente rilevanti che circondano gli impollinatori. Come evidenziato oggi dai MEP Juozas Olekas e Martin Hojsik, gli impollinatori svolgono un ruolo cruciale nel preservare ecosistemi sani, la nostra economia e la nostra cultura. Gli impollinatori portano nientemeno che 22 miliardi di euro alla nostra economia in Europa, impollinano i due terzi dei nostri coltivi più importanti e sono un elemento essenziale per assicurare la rigenerazione della natura. Come presentato nelle intuizioni scientifiche del Dr Johan Rockström, è diventato chiaro che le diverse crisi che affrontiamo oggi sono interconnesse. Dobbiamo pensare in modo olistico alle pandemie, alla guerra, al clima e alle sfide della biodiversità. Stiamo affrontando rischi di estinzione delle specie in rapido aumento, e gli eventi climatici estremi diventano sempre più estremi e regolari. Abbiamo assistito a tre eventi super El Niño negli ultimi 25 anni, con il 2023 che è stato l’anno più caldo mai registrato. In risposta alla crisi climatica e alla biodiversità, abbiamo raggiunto un punto in cui non dobbiamo solo proteggere, ma anche diventare custodi, i protettori della natura e della fauna selvatica, per garantire che il declino ambientale sia fermato e invertito. Tuttavia, possiamo aiutare la natura a rigenerarsi solo se supportiamo anche gli impollinatori. Gli impollinatori svolgono un ruolo funzionale senza il quale gli ecosistemi non possono prosperare. Date le crisi climatiche che affrontiamo, gli impollinatori sono nostri alleati nel contribuire al riequilibrio della natura. Tuttavia, dobbiamo assicurare le condizioni climatiche e ambientali indispensabili di cui hanno bisogno per poter svolgere il loro ruolo. Sostenere gli impollinatori è una componente essenziale della ripristinare la natura. Oggi abbiamo sentito dagli esperti che il ripristino della natura comprende una vasta serie di misure per fermare e invertire la diminuzione dei servizi naturali e delle popolazioni animali. Un componente fondamentale del ripristino della natura è la protezione degli impollinatori, specialmente quando troviamo risultati allarmanti che mettono a rischio i servizi di impollinazione. In Europa, il 10% delle specie di api e farfalle è a rischio di estinzione. In alcuni casi, ciò significa che anche le piante che dipendono dalla loro impollinazione sono a rischio. Pertanto, la Legge sul Ripristino della Natura è una legislazione cruciale per garantire che i sistemi naturali raggiungano la sostenibilità. La proposta legislativa mira a ripristinare il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030. Tuttavia, questo obiettivo può essere raggiunto solo con misure ambiziose e precise, compresi obiettivi legalmente vincolanti e finanziamenti chiari e diretti. Se la Legge sul Ripristino della Natura intende veramente raggiungere i suoi obiettivi, deve raggiungere le persone sul campo attraverso il dialogo, la formazione e il sostegno finanziario. Senza un aiuto finanziario legalmente stabilito per gli agricoltori, le misure di transizione rischiano non solo di essere ingiuste, ma addirittura impraticabili. Dobbiamo ricordare, tuttavia, che i dati e il monitoraggio giocano anche un ruolo fondamentale negli sforzi di ripristino. Abbiamo bisogno di dati per monitorare le condizioni ambientali e le tendenze delle popolazioni di impollinatori. Questi sforzi non sono solo a nome della conoscenza scientifica, ma per colmare le lacune di dati che influiscono sulle nostre capacità di adattare e monitorare le performance delle politiche pubbliche. Fortunatamente, gli impollinatori sono anche nostri alleati per quanto riguarda la nostra necessità di dati. Le api sono eccellenti agenti di biomonitoraggio, come evidenziato da progetti di ricerca. Oggi, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il progetto di monitoraggio Beenet in Italia, dove sono stati tracciati i livelli di contaminazione da uso di pesticidi da api selvatiche e api. Il progetto Beenet ci fornisce ancora una volta risultati preoccupanti. I ricercatori hanno scoperto che, di tutti i campioni di pane d’api raccolti in Italia, il 70% conteneva fungicidi e il 65% insetticidi. Inoltre, di tutte le sostanze chimiche trovate, solo il 23% non è tossico per le api. Tuttavia, la situazione è ancora peggiore di quanto sembri. I campioni mostravano diverse contaminazioni da diversi insetticidi, pesticidi ed erbicidi, aumentando così il rischio di un effetto cocktail, mettendo ulteriormente a rischio la salute degli impollinatori. Questi risultati sono preoccupanti poiché non c’è motivo di pensare che l’agricoltura italiana non abbia livelli di contaminazione eccezionalmente alti rispetto ad altri paesi europei. Pertanto, risultati simili possono ragionevolmente essere attesi in altri contesti. In modo più problematico, ricordiamo che le api sono eccellenti bioindicatori, e l’esposizione ai pesticidi che rivelano significa che i rischi si estendono oltre di loro. Altri impollinatori, la fauna selvatica e la salute umana sono anch’essi a rischio di contaminazione da pesticidi e dai suoi effetti. Le conclusioni indicano nuovamente la necessità di ridurre i livelli di esposizione ai pesticidi nell’ambiente. Tuttavia, ridurre i livelli di contaminazione da pesticidi si è dimostrato una sfida significativa in Europa. Il Parlamento Europeo ha recentemente respinto il Regolamento sull’Uso Sostenibile dei Pesticidi dopo un complicato processo di negoziazione. Anche i rappresentanti del settore agricolo hanno espresso oggi alcune delle loro preoccupazioni sul Regolamento sull’Uso Sostenibile, assicurando che non intendevano sminuirlo o rinviarlo. Le loro preoccupazioni riguardavano principalmente la mancanza di alternative e varie forme di incertezza che il regolamento potrebbe comportare per i produttori alimentari. In una risposta vivace, è stato notato che gli obiettivi ambiziosi stabiliti dalla Commissione Europea, come la riduzione del 50%, si riferiscono all’uso e al rischio dei pesticidi. Ciò significa che ritirare i pesticidi più pericolosi dal mercato assicura un grande passo verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione. Inoltre, raggiungere obiettivi ambiziosi di riduzione è una priorità crescente non solo per la protezione dell’ambiente, ma anche per questioni di interesse pubblico. C’è una crescente consapevolezza dei cittadini riguardo ai residui chimici nei loro cibi, nell’acqua e nell’ambiente. Ci sono continuamente nuove petizioni, sondaggi e proteste riguardo alla contaminazione da pesticidi. Queste azioni di voce pubblica sono chiamate che i politici dovranno ascoltare. Se falliscono nel farlo e continuano a fare affari come sempre, politiche importanti come la Politica Agricola Comune potrebbero anche affrontare significativi rischi di legittimità e sostegno pubblico. Infine, durante la sessione di oggi, sono state discusse altre proposte su nuove opportunità promettenti per la riduzione dell’uso di pesticidi e la sicurezza alimentare. La sessione finale sulle Nuove Tecniche Genomiche e nuove forme di modificazione genetica ha portato voci contrastanti sul tavolo. La Commissione Europea ha proposto un nuovo quadro per l’uso di NTG in Europa, principalmente per nuove procedure di autorizzazione rilassate per le NTG, in contrasto con la normativa più rigorosa sui GMO. La Commissione Europea e la Presidenza Spagnola hanno presentato la loro posizione e la loro visione positiva delle NTG. Il loro ottimismo si basa sulla prevista resistenza alle pesti e ai cambiamenti climatici delle piante NTG. Le conclusioni del Joint Research Centre e dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare supportano ulteriormente tale ottimismo. Tuttavia, l’ottimismo sulle NTG è sfidato da significative preoccupazioni dei rappresentanti dei giovani e degli agricoltori biologici. Entrambi hanno insistito sui rischi irreversibili che lasciare le NTG nella natura comporta. Pertanto, il principio di precauzione dovrebbe guidare il processo decisionale. Allo stesso tempo, i rappresentanti dei giovani insistono sulle questioni intergenerazionali in gioco e sul dovere delle generazioni attuali di garantire un ambiente sano e incontaminato per le generazioni future. Inoltre, i rappresentanti della società civile hanno sottolineato la mancanza di ricerca indipendente sulle NTG. Le valutazioni disponibili dell’EFSA non sono infallibili. Abbiamo già visto questo con l’impatto devastante che i neonicotinoidi hanno avuto sulle api, mentre una volta erano considerati sicuri dalle autorità pubbliche. Inoltre, abbiamo ancora bisogno di criteri più rigorosi per le NTG. Ad esempio, l’impatto della modifica delle piante sulla produzione di nettare e sulla forma dei fiori potrebbe influire significativamente sugli impollinatori e sull’impollinazione, e gli apicoltori si aspettano criteri più significativi. La discussione sulle NTG continuerà senza dubbio e, sperabilmente, cercherà un maggiore coinvolgimento da parte di ricercatori indipendenti e cittadini. Il primo giorno si è concluso dopo una serie di stimolanti discussioni e dibattiti sugli impollinatori e il loro ruolo nell’agricoltura e negli ecosistemi sani. Relatori, panel e partecipanti hanno esplorato importanti sviluppi politici, tra cui la Legge sul Ripristino della Natura, il Regolamento sull’Uso Sostenibile dei Pesticidi e la proposta della Commissione Europea per nuove tecniche genomiche.

Programma del Giorno 1 (28 novembre 2023):

“FUTURO PER I PRONUBI: La Legge sul Ripristino della Natura e i pronubi”: Moderatore: MEP Juozas Olekas, S&D, Parlamento Europeo Relatori Principali: ● Fatti dietro la LNR – Denis Michez, UMons, Belgio ● Azioni e Richieste dalle Giovani Generazioni – Fenja Kroos, Generation Climate Europe, UE Dibattito: La proposta della LNR è idonea a garantire un futuro prospero per i pronubi e per noi? ● Nicolae Ștefănuță, Greens/EFA, Parlamento Europeo ● Niall Curley – Copa Cogeca ● Sabien Leemans – WWF

“FUTURO PER I PRONUBI: Il Regolamento sull’Uso Sostenibile dei Pesticidi e i pronubi”: Moderatori: Lars Hellander, Presidente di BeeLife Relatori Principali: ○ Fatti dietro la SUR – Dati della vita reale utilizzando le api come indicatori – Piotr Medrzycki, CREA-API, Italia ○ Azioni e Richieste dalle giovani generazioni – Julia Balasch, Global Youth Biodiversity Network Dibattito: La proposta SUR è idonea a garantire un futuro prospero per i pronubi e per noi? Quali strumenti possono essere resi disponibili per farlo? ● Anja Hazekamp – GUE/NGL, Parlamento Europeo ● Max Schulman – Copa-Cogeca ● Martin Dermine

“FUTURO PER I PRONUBI: Nuove Tecniche Genetiche, OGM e pronubi” Moderatore: Benoit Biteau, Greens/EFA, Parlamento Europeo Relatori Principali: ● Fatti dietro gli NGT e i pronubi – Franziska Köller, Fachstelle Gentechnik und Umwelt, Germania ● Azioni e Richieste dalle Giovani Generazioni – Sandrine Denaud, Global Youth Biodiversity Network ● Dibattito: La proposta regolamentare degli NGT è idonea a garantire un futuro prospero per i pronubi e per noi? ● Klaus Berend, DG SANTE, Commissione Europea ● Juozas Olekas, S&D, Parlamento Europeo ● Miguel Angel Martín Esteban, Presidenza Spagnola ● Eric Gall, IFOAM ● Noa Simón Delso, BeeLife

 

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