Con gli ultimi quattro apiari infestati, ognuno dei quali contenenti forme larvali, si conta un totale di sedici apiari e si spera di essere vicini a scoprire il punto di origine dell’infestazione. La zona infestata si estende al momento su un’area di circa 60 km. Le forme di sviluppo del coleottero riscontrate negli alveari fanno supporre che si stia diffondendo da sud, dove può aver già compiuto più cicli riproduttivi, verso nord (vedi mappa).

Contestualmente il Ministero della Salute, al fine di armonizzare l’attività di controllo sulla presenza di Aethina tumida al di fuori della Calabria, con la Nota di mercoledì 1 ottobre, ha fornito istruzioni agli organi competenti su come effettuare la sorveglianza sui propri territori nei confronti degli apiari ritenuti a rischio di infestazione del coleottero.

Viene dunque fissato un “livello di rischio” che pone gli alveari che hanno soggiornato in Calabria e gli apiari che hanno ricevuto materiale biologico (api regine, pacchi d’ape, etc) dalla Calabria nel 2014 al massimo livello (“rischio elevato”); a “rischio medio” vengono invece considerati in primo luogo gli apiari che hanno avuto in qualche modo contatti con alveari provenienti dalla Regione Calabria, quindi gli apiari che hanno una consistenza superiore ai 300 alveari e infine  gli apiari presenti nei territori regionali in cui ci sia la ragionevole certezza che nel 2014 non sia stata effettuata attività di nomadismo nella Regione Calabria.

A seconda del livello di rischio vengono infine le modalità e tipologie di controlli che prevedono l’attento esame di un certo numero di alveari negli apiari individuati e il posizionamento di trappole diagnostiche in buona parte di loro per 4 settimane. 

Invitiamo tutti gli apicoltori a segnalare ai Servizi Veterinari e ai nostri tecnici gli apiari a rischio e di offrire la massima collaborazione per le verifiche in campo, prendendo accordi sulle modalità di accertamento ufficiale da parte del Veterinario ASL che curerà il trasporto dell’eventuale campione  all’IZS di riferimento nel più breve tempo possibile.

N.B.  Nella SCHEDA 2 della Nota “Criteri per l’attuazione di un piano di sorveglianza negli apiari che hanno avuto contatti a rischio”, al punto 2 “Campionamenti previsti in funzione del rischio” nel testo sottostante a entrambi i due sottocapitoli “rischio elevato” e “rischio medio”, la parola “APIARI”  deve essere intesa come “ALVEARI”. Ciò vuol dire che in ogni apiario controllato dovranno essere messe trappole nel 75% degli alveari e non nel 75% degli apiari.

Leggi la Nota del Ministero della Salute del 01.10.14