L’inverno che ha preceduto la stagione produttiva si è contraddistinto per la siccità che ha colpito il Nord Italia ed in particolare il bacino del Po, alla quale, nel mese marzo, è stato dedicato un Report del Joint Research Centre (JRC) – Servizio scientifico interno della Commissione Europea pubblicato su Pianeta PSR.

La situazione, analizzata attraverso numerosi indici agroclimatici, si è rilevata in peggioramento di mese in mese da dicembre 2021, con superfici interessate in crescita e un costante peggioramento dall’estate 2021.

L’indicatore Combinato di Siccità (CDI), messo a punto dall’European Drought Observatory (EDO) presenta 3 classi di valori, ossia: “Watch”- precipitazioni inferiori alla norma; “Warning” – anche l’umidità dei suoli è in deficit; “Alert” – anche la vegetazione mostra segni di stress idrico. All’inizio di marzo, il CDI mostrava sia la classe “Watch” che la classe “Warning” nel Nord-Ovest del Paese.

Se i mesi di ottobre e dicembre 2021 sono stati caratterizzati da precipitazioni mensili inferiori alle medie recenti (1990-2019) e Il mese di novembre è risultato, nel complesso, più piovoso rispetto alle “attese” climatologiche, l’inizio del 2022 si è collocato infatti tra i più secchi degli ultimi 30 anni e tra i più miti, sui rilievi, sempre degli ultimi decenni.

 

Con queste premesse era diffusa la preoccupazione che si presentasse l’ennesima stagione negativa con pessime prospettive per le imprese apistiche.

IL BICCHIERE E’ MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?

Se la prima parte della stagione non è andata male come si temeva, non si può affermare purtroppo che sia andata bene ma, in ogni caso, su “quasi” tutto il territorio regionale, si può almeno dire che la produzione sia stata migliore dell’anno scorso.

Ma entriamo più nel dettaglio e vediamo cosa è stato raccolto in Lombardia.

La media regionale del millefiori primaverile si attesta intorno a 6 kg ad alveare, con produzioni più limitate nel pavese, milanese, in provincia di Cremona e di Lecco.

Solo in zone molto circoscritte e limitate è stato possibile produrre Tarassaco e Colza in purezza per 2-4 kg e fino a 30 kg rispettivamente.

Anche per quanto riguarda il miele di acacia, il raccolto più importante a livello regionale, rispetto al 2021 la produzione è sicuramente migliorata in quasi tutto il territorio.

In pianura, nonostante in alcune zone si riscontrassero pochi fiori e di piccole dimensioni, la partenza è stata generalmente positiva, ma le forti piogge durante la fioritura e condizioni ambientali non molto favorevoli hanno limitato la produzione che si è attestata intorno a 10 kg ad alveare. In alcune aree la presenza di Colza in fioritura e di forti infestazioni di afidi (dovute probabilmente al periodo siccitoso) ha portato a cristallizzazioni o colorazioni e sapori anomali. Gli apicoltori che si sono accorti in tempo del flusso anomalo sono riusciti a cambiare i melari per evitare contaminazioni indesiderate. Casi strani di cristallizzazioni non dovute all’importazione di Colza si sono verificate nella pianura bresciana e cremonese: solo le analisi potranno però svelare l’origine del fenomeno.

In collina, le condizioni meteo più favorevoli hanno fatto segnalare produzioni più elevate, che comunque si attestano su medie di 15 kg  con alcune punte di 20.

Si attendono adesso le fioriture estive con le quali sarà possibile fare il bilancio reale della stagione 2022.