E’ stato recentemente pubblicato un articolo a firma di ricercatori del gruppo COLOSS che mostra la distribuzione delle strategie di controllo della Varroa sul territorio europeo.
L’indagine è stata condotta nella primavera del 2020 e tutti i dati sono stati presentati ai coordinatori internazionali entro il 1° luglio 2020 oltre a essere costantemente sottoposti a controlli di qualità e codificati dai coordinatori nazionali per un’analisi congiunta.
Attraverso le risposte al questionario annuale COLOSS di 28.409 apicoltori (364 italiani) che allevano 507.641 alveari in 30 paesi diversi, è emerso che tra le tecniche di contrasto proposte nel questionario, le più frequenti sono state il monitoraggio dell’infestazione (tecnica utilizzata dall’81,3% degli intervistati italiani), la rimozione della covata di fuco, e diverse metodologie di applicazione di acido ossalico e acido formico.
Attraverso le interviste è stato possibile definire 3 distinti cluster (aggregati) di territori: il Cluster I (otto nazioni dell’Europa occidentale), il Cluster II (15 nazioni facenti parte della Scandinavia, dei Paesi baltici e dell’Europa centro-meridionale tra i quali l’Italia) e il Cluster III (sette nazioni dell’Europa orientale).
Il Cluster I si contraddistingue per l’utilizzo di strisce di Amitraz, il Cluster II è caratterizzato per i trattamenti a lungo termine con acido formico (es. MAQS®). Come già indicato anche l’Italia fa parte di questo gruppo, anche se nell’articolo si sottolinea come la maggior parte delle risposte al questionario sia arrivate dal nord del Paese. La maggior parte degli apicoltori di questo cluster utilizza acido ossalico e acido formico. L’acido formico viene generalmente applicato dopo la raccolta del miele, a luglio, agosto e settembre. il gocciolamento di acido ossalico mostra un picco netto in inverno, sebbene la sublimazione sia utilizzata anche in estate.
Nel Cluster III domina invece l’uso di amitraz fumigato (forse dovuto all’eredità lasciata dell’era russa) e si denota un numero medio più basso di trattamenti diversi applicati per apicoltore
Sulla base delle stime del numero di colonie presenti nei paesi interessati, sono stati estrapolati i dati sui diversi trattamenti applicati in Europa dai quali emergerebbe che il 62% delle colonie viene trattato con amitraz mentre il secondo principio attivo più utilizzato risulta l’acido ossalico.
Nel documento si prova infine a ragionare sui fattori che portano al diverso utilizzo dei metodi di controllo della Varroa nei tre cluster identificati. Un esempio del processo decisionale che porta alla scelta delle tecniche di controllo della Varroa in base a diversi fattori quali la stagione, il livello di infestazione e il costo, è stato pubblicato da Gregorc e Curk (2000) per la Slovenia. Studi effettuati negli Stati Uniti suggeriscono che, piuttosto che le differenze geografiche riscontrate per l’Europa, l’atteggiamento dell’apicoltore può determinare più fortemente la scelta del metodo di controllo (Thoms et al. 2019 ; Underwood et al. 2019). I risultati della ricerca mostrano che in alcuni dei paesi con storica influenza russa persiste la preferenza per la tecnica della fumigazione dell’amitraz (inclusi residui minimi e problemi di resistenza) introdotta in passato. In alcuni casi le strategie di intervento sono state indirizzate dalle autorità, ad esempio la fumigazione con amitraz era obbligatoria, economica o addirittura gratuita. Nella regione dell’Europa meridionale con una quota maggiore di apicoltori professionisti, è visibile la preferenza per soluzioni facili e veloci (ma meno sostenibili), compreso l’uso di strisce di amitraz a lunga durata. Gli apicoltori dell’Europa centrale e settentrionale sono invece storicamente focalizzati sui consumatori locali, quindi cercano soluzioni più sostenibili ed ecologiche, riducendo i rischi di residui nei prodotti delle api.