Report attività 2024 dell’ICQRF: intensità dei controlli sul miele e confronto con gli altri settori
Nel 2024, l’attività dell’ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) ha registrato un’intensa attività di controllo su tutto il territorio nazionale. Il Dipartimento, organo tecnico del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha operato lungo l’intera filiera agroalimentare, con una particolare attenzione alle produzioni certificate, alle pratiche commerciali sleali e alla tutela del Made in Italy. Tra i settori monitorati, anche quello del miele è stato oggetto di verifiche mirate.
Il miele tra i prodotti vigilati: dati e numeri
Nel corso del 2024, il comparto del miele ha fatto registrare:
- 36 pagamenti in misura ridotta a seguito di contestazioni, per un importo complessivo di 44.734 euro, ai sensi del D. Lgs. 179/2004, che disciplina la produzione e commercializzazione del miele;
- 9 ordinanze-ingiunzione per sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 9.380 euro.
Questi dati, se confrontati con settori più critici come quello lattiero-caseario o ortofrutticolo, indicano una situazione relativamente contenuta, ma non priva di irregolarità.
Le principali non conformità
Le violazioni riscontrate riguardano soprattutto:
- etichettature non conformi, con indicazioni ingannevoli su origine, purezza o modalità di produzione;
- assenza o incompletezza delle informazioni di tracciabilità;
- parametri chimico-fisici fuori norma, soprattutto per umidità e HMF (idroximetilfurfurale), potenziale indicatore di trattamenti termici impropri.
Non si segnalano, nel report ICQRF, situazioni di emergenza specifiche nel settore miele, ma resta alta l’attenzione verso le possibili frodi da miscelazione o indicazioni di origine fuorvianti, soprattutto per i prodotti importati.
Il quadro normativo di riferimento
Il principale riferimento normativo per il miele è il Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 179, che recepisce la direttiva europea 2001/110/CE. Il decreto definisce:
- le varie tipologie di miele ammesse;
- le caratteristiche merceologiche obbligatorie;
- i limiti chimico-fisici da rispettare;
- le modalità di etichettatura, con obbligo di indicare il Paese (o i Paesi) d’origine.
I controlli ICQRF si estendono anche ad ambiti connessi, come la tracciabilità (D. Lgs. 190/2006), l’etichettatura generale (Reg. UE 1169/2011), la produzione biologica (Reg. UE 2018/848) e, in taluni casi, le pratiche commerciali sleali (D. Lgs. 198/2021) nel rapporto tra apicoltori e confezionatori/distributori.
Importazioni, vendite online e tutela del Made in Italy
Un ambito particolarmente delicato riguarda i prodotti di importazione, spesso miscelati e venduti con etichette ambigue. In questo contesto, l’ICQRF ha potenziato i controlli alle dogane e nei porti, nonché sulle piattaforme e-commerce come Amazon ed eBay, grazie anche a strumenti digitali e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (Progetto VERIFOOD).
Queste azioni si inseriscono nella strategia nazionale di tutela del Made in Italy, che mira a garantire trasparenza, correttezza e legalità lungo tutta la filiera.
Un confronto con gli altri settori: il miele è tra i più controllati in proporzione
Se si considera il numero di controlli effettuati in rapporto al fatturato stimato dei diversi comparti, emerge che il miele è il settore più controllato per milione di euro di fatturato. Con 36 controlli e un fatturato stimato di circa 160 milioni di euro, si registrano 0,225 controlli per ogni milione di euro, un valore nettamente superiore rispetto a comparti come lattiero-caseario (0,0139) o vitivinicolo (0,0092).
Anche sul fronte delle sanzioni, l’incidenza è significativa: circa 280 euro di sanzioni ogni milione di euro di fatturato, valore che, sebbene più basso in termini assoluti rispetto ad altri settori, risulta elevato in rapporto all’economia del comparto.
Questo dato dimostra che, pur rappresentando una filiera economicamente più contenuta rispetto ad altri grandi comparti, l’apicoltura è oggetto di un’attenzione mirata e costante da parte delle autorità di controllo.
Conclusioni
Le sanzioni del 2024 indicano una presenza costante dell’attività di controllo anche nel settore del miele, a tutela dei consumatori e degli operatori onesti.
Per il futuro sarà fondamentale continuare a vigilare, con particolare attenzione all’origine del prodotto, alla veridicità delle informazioni fornite al consumatore e alla correttezza dei rapporti contrattuali lungo la filiera.
Scarica il Report 2024 delle attività di controllo dell’ICQRF