L’Osservatorio Nazionale Miele ha pubblicato le Prime Valutazioni 2026, il primo bilancio sull’andamento produttivo e di mercato della stagione apistica, elaborato sulla base dei dati raccolti da gennaio ad agosto.
Il monitoraggio ha coinvolto oltre 400 aziende apistiche, distribuite in 90 province, per un patrimonio complessivo di circa 160.000 alveari e 30 diverse tipologie di miele rilevate. Le informazioni vengono raccolte dalla rete nazionale dell’Osservatorio e utilizzate per elaborare stime delle produzioni medie regionali delle principali tipologie di miele.
Il quadro che emerge è quello di una stagione caratterizzata da forti differenze produttive in funzione dell’altitudine, del microclima e della disponibilità idrica. Nel complesso si registra un importante recupero del miele di acacia e si conferma il trend positivo delle produzioni montane, mentre le insistenti ondate di calore estive hanno accorciato le fioriture e ridotto i flussi nettariferi soprattutto negli areali di pianura più vulnerabili alla siccità.
La situazione in Lombardia
Per la Lombardia le prime valutazioni dell’Osservatorio restituiscono indicazioni complessivamente positive per alcune delle principali produzioni, pur con differenze legate agli areali e all’andamento meteorologico.
Per l’acacia, il bilancio al Nord Italia è indicato come complessivamente soddisfacente. In Lombardia alcune gelate tardive hanno interessato localmente la fioritura, mentre l’instabilità meteorologica di inizio maggio ha ridotto il potenziale produttivo soprattutto negli areali più tardivi.
Per il tiglio, in Lombardia i raccolti di pianura sono risultati nella norma, mentre negli areali vocati sono stati registrati buoni raccolti di tiglio di montagna. Il diverso andamento tra pianura e montagna riflette uno degli elementi caratterizzanti della stagione 2026: le aree montane e di media quota hanno beneficiato maggiormente dell’alternanza tra piogge e periodi caldi.
Indicazioni positive arrivano anche dal castagno, con buoni raccolti negli areali vocati lombardi. Le rese sono risultate comunque variabili in funzione dell’altitudine degli apiari e della tempestività con cui gli alveari sono stati posizionati sulle fioriture.
Un mercato ancora in difficoltà
A fronte di un quadro produttivo che presenta alcuni segnali di recupero, l’Osservatorio sottolinea come il mercato all’ingrosso del miele italiano continui a trovarsi in una condizione di difficoltà strutturale.
Tra i principali elementi di criticità vengono indicati la stagnazione della domanda, la pressione del miele di importazione a basso prezzo, la concorrenza sleale legata alle frodi e costi di produzione che negli ultimi anni non sono stati compensati da un adeguato andamento dei prezzi riconosciuti agli apicoltori.
Nel 2026, a fronte di una buona disponibilità di prodotto nazionale, gli scambi risultano ancora poco dinamici. Le transazioni finora rilevate non sono sufficienti per definire quotazioni consolidate per le principali tipologie di miele, ma l’Osservatorio evidenzia il rischio di un appesantimento delle giacenze, in particolare per il millefiori, e possibili pressioni al ribasso anche sulle quotazioni dell’acacia nazionale dopo la ripresa produttiva registrata in Italia e nei Paesi dell’Est Europa.
Le Prime Valutazioni 2026
La pubblicazione contiene, oltre alla sintesi della stagione, approfondimenti sulle produzioni dei principali mieli italiani e dei mieli uniflorali meno diffusi, sulla situazione del mercato, sui prezzi di sciami e regine e sui servizi di impollinazione.
Si tratta di una prima fotografia della stagione 2026: i risultati consolidati e le valutazioni conclusive saranno pubblicati dall’Osservatorio nel successivo Report annuale.
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Fonte: Osservatorio Nazionale Miele – Prime Valutazioni, stagione 2026.