Il CRT Patologie Apistiche UNAAPI coordina anche nel 2026 il monitoraggio nazionale dell’infestazione da Varroa destructor, attraverso i dati raccolti dai tecnici apistici associati e dagli operatori che partecipano alla rete di monitoraggio.
L’attività permette di seguire l’evoluzione dell’infestazione nel corso della stagione e di raccogliere informazioni utili per valutare la situazione sanitaria degli apiari, programmare correttamente gli interventi di controllo e verificarne successivamente l’efficacia.
Sono disponibili i risultati della prima finestra di monitoraggio, effettuata nel mese di giugno 2026, nella quale la Lombardia, grazie alla partecipazione di Apilombardia, è stata una delle regioni maggiormente rappresentate.
Giugno 2026: oltre 1.500 alveari monitorati
Nella prima finestra di monitoraggio sono stati effettuati 176 rilevamenti in apiario, da parte di 17 operatori, per un totale di 1.546 alveari esaminati.
A livello nazionale, l’infestazione media rilevata è risultata pari al 2,3%.
Particolarmente significativo dal punto di vista sanitario è il fatto che 67 apiari, pari al 38,1% del campione, presentassero un’infestazione media superiore al 2%, valore assunto nell’ambito del monitoraggio come soglia operativa di riferimento per programmare il trattamento.
La maggior parte delle rilevazioni è stata effettuata attraverso il metodo alcolico con Varroa Easy Check (86,4%), mentre nel restante 13,6% dei casi è stato utilizzato il metodo dello zucchero a velo.
La situazione rilevata in Lombardia
Grazie all’attività dei tecnici di Apilombardia, la Lombardia è stata una delle regioni maggiormente rappresentate nella prima fase del monitoraggio.
Nel database utilizzato dal CRT Patologie Apistiche UNAAPI per l’elaborazione dei risultati di giugno risultano 62 apiari lombardi, pari al 35,2% di tutti quelli considerati a livello nazionale.
È opportuno precisare che questo numero non comprende tutti gli apiari effettivamente monitorati dai tecnici sul territorio lombardo: una parte delle rilevazioni effettuate non è stata infatti inserita nel portale UNAAPI entro i tempi utili per l’elaborazione del rapporto. I risultati riportati di seguito si riferiscono pertanto esclusivamente agli apiari i cui dati sono stati registrati e inclusi nell’elaborazione nazionale.
Nei 62 apiari lombardi considerati nel rapporto è stata rilevata un’infestazione media del 2,3%. Inoltre, 24 apiari su 62, pari al 38,7%, presentavano un’infestazione media superiore al 2%.
Il dato evidenzia quindi come già nel mese di giugno quasi quattro apiari lombardi su dieci tra quelli inclusi nell’elaborazione avessero superato la soglia del 2% di infestazione media.
È soprattutto questo il dato da considerare per interpretare il monitoraggio dal punto di vista sanitario e per valutare la tempestività degli interventi di controllo.
Perché è importante considerare la media dell’apiario
L’infestazione da Varroa può essere molto diversa tra una colonia e l’altra, anche all’interno dello stesso apiario.
Per questo motivo il risultato ottenuto controllando un solo alveare non è sufficiente per descrivere in maniera attendibile la situazione complessiva della postazione.
Il protocollo utilizzato per il monitoraggio prevede infatti il campionamento casuale di più alveari dello stesso apiario. Indicativamente vengono controllate 8-10 colonie per postazione, prelevando circa 300 api per ciascuna colonia e determinando la percentuale di Varroa foretica attraverso il metodo alcolico o quello dello zucchero a velo.
Dall’insieme dei risultati viene quindi ricavato il livello medio di infestazione dell’apiario.
Questo approccio è necessario perché, nella stessa postazione, possono essere presenti contemporaneamente colonie con livelli di infestazione molto differenti. Basarsi su una sola famiglia potrebbe quindi portare a sottostimare oppure a sovrastimare la situazione dell’intero apiario.
Il valore medio ottenuto attraverso il campionamento di un numero adeguato di colonie costituisce invece un’indicazione più rappresentativa e soprattutto più utile per stabilire con quale urgenza intervenire.
Cosa significa una media di infestazione del 2,3%
Il valore medio del 2,3% rilevato negli apiari lombardi non è un dato trascurabile dal punto di vista sanitario.
Nell’ambito del monitoraggio UNAAPI, il 2% medio di infestazione dell’apiario rappresenta una soglia operativa di riferimento per il trattamento.
La scelta di utilizzare una soglia riferita alla media della postazione tiene conto proprio della distribuzione non uniforme della Varroa tra le diverse colonie. Quando la media dell’apiario raggiunge il 2%, alcune famiglie possono infatti presentare livelli di infestazione sensibilmente più elevati.
Il superamento di questa soglia indica quindi che il margine disponibile prima di intervenire si sta riducendo e che il trattamento non dovrebbe essere procrastinato.
Nel caso della Lombardia, il dato più significativo è pertanto rappresentato dai 24 apiari su 62 che già nel mese di giugno presentavano un’infestazione media superiore al 2%.
In queste postazioni il monitoraggio indicava la necessità di programmare tempestivamente la strategia estiva di controllo della Varroa, tenendo naturalmente conto delle produzioni eventualmente ancora in corso, della presenza di covata e della tecnica di trattamento prevista.
Una media dell’apiario inferiore al 2%, al contrario, non significa che il trattamento estivo possa essere evitato. Indica piuttosto che, nel momento in cui è stato effettuato il controllo, vi è un maggiore margine per programmare l’intervento.
La popolazione di Varroa può infatti aumentare rapidamente nel corso dell’estate e il valore rilevato attraverso il monitoraggio rappresenta una fotografia della situazione in un determinato momento, non una condizione destinata a rimanere stabile.
Tra settembre e ottobre nuovi controlli negli apiari lombardi
L’attività di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi.
Tra settembre e ottobre, nell’ambito della terza finestra prevista dal progetto, saranno infatti nuovamente controllati gli apiari lombardi già interessati dalle rilevazioni di giugno.
Questa fase sarà particolarmente interessante perché consentirà di verificare il livello medio di infestazione dopo l’esecuzione dei trattamenti estivi contro la Varroa.
Il ritorno sugli stessi apiari permetterà di confrontare direttamente la situazione della medesima postazione prima e dopo gli interventi di controllo, fornendo quindi informazioni molto più significative sulla loro efficacia.
L’obiettivo sarà verificare se i trattamenti abbiano ridotto adeguatamente l’infestazione e individuare eventuali apiari nei quali la presenza della Varroa rimanga ancora troppo elevata.
Un livello medio di infestazione ancora significativo dopo il trattamento potrà infatti rendere necessaria una valutazione più approfondita delle possibili cause, tra cui l’efficacia della strategia adottata, le modalità e le tempistiche di applicazione, la presenza di covata o eventuali fenomeni di reinfestazione.
Apilombardia darà conto dei risultati della nuova rilevazione non appena saranno disponibili, permettendo così di confrontare la situazione degli stessi apiari prima e dopo i trattamenti estivi.
Monitorare il proprio apiario rimane fondamentale
I risultati della rete nazionale costituiscono uno strumento prezioso per comprendere l’andamento generale dell’infestazione, ma non possono sostituire il monitoraggio effettuato direttamente nei propri apiari.
Il dato regionale descrive infatti ciò che è stato osservato nelle postazioni coinvolte nel progetto, ma non può essere automaticamente esteso agli altri apiari lombardi.
La forte variabilità dell’infestazione tra le diverse postazioni rende quindi poco prudente stabilire la tempistica degli interventi esclusivamente sulla base del calendario o della situazione osservata in altri apiari.
Allo stesso modo, per ottenere una valutazione attendibile della propria postazione è importante non affidarsi al controllo di una sola colonia, ma campionare un numero adeguato di alveari scelti casualmente (8 alveari per apiario o, in caso di un numero inferiore, tutti gli alveari).
Dall’insieme delle rilevazioni si ricava una stima dell’infestazione media dell’apiario, che rappresenta il riferimento principale per orientare le decisioni gestionali.
Conoscere questo valore prima del trattamento permette di valutare quanto sia urgente intervenire. Ripetere il monitoraggio dopo il trattamento consente invece di verificare se la strategia adottata abbia effettivamente ridotto l’infestazione a livelli adeguatamente bassi.
Questo secondo controllo assume particolare importanza in vista dell’autunno e dell’invernamento. Una presenza eccessiva di Varroa nella fase in cui vengono allevate le api destinate a superare l’inverno può infatti compromettere la salute e la longevità delle colonie.
Il monitoraggio non sostituisce quindi la strategia di controllo della Varroa, ma consente di programmare gli interventi, valutarne la tempestività e verificarne successivamente l’efficacia sulla base di dati oggettivi.
Gestire la Varroa conoscendo il livello reale di infestazione del proprio apiario significa superare una gestione basata esclusivamente sul calendario e utilizzare il monitoraggio come vero e proprio strumento di prevenzione sanitaria.
Fonte: CRT Patologie Apistiche UNAAPI – Monitoraggio nazionale dell’infestazione da Varroa destructor, prima finestra di rilevazione 2026; CRT Patologie Apistiche UNAAPI – indicazioni tecniche per il monitoraggio dell’infestazione.