Api e pesticidi, l’alternativa è possibile

salviamo le api2Il 23 marzo, sul sito www.slowfood.it è stata pubblicata un’interessante intervista a Claudio Porrini, entomologo dell’Università di Bologna, sul tema della problematica api-pesticidi, a firma di Annalisa Audino

Dopo aver ricordato gli effetti letali e subletali degli insetticidi neonicotinoidi, piretroidi, fosforganici e carbammati, sia come sostanze singole sia in combinazione (effetto sinergico), all’interno dell’articolo vengono indicate le alternative (possibili) all’abuso di pesticidi quali:

interventi preventivi per l’incremento della biodiversità con l’impianto di siepi, bordure e boschetti nelle aree coltivate, rotazioni colturali, monitoraggi degli organismi nocivi e calcolo della soglia di danno economico per valutare il momento idoneo all’intervento chimico scegliendo comunque tra i prodotti meno impattanti per l’ambiente. I pesticidi andrebbero in ogni caso utilizzati solo quando indispensabile, in maniera oculata, in zone limitate al problema che devono risolvere e seguendo le norme che prevedono ad esempio la possibilità di trattare solo in mancanza di vento o solo verso sera.

La possibile coesistenza tra agricoltura convenzionale e apicoltura è stata dimostrata da Porrini attraverso l’esempio di quanto successo nell’area maidicola italiana dove gli innumerevoli avvelenamenti di api registrati dai primi anni 2000, che seguivano la semina in campo, si sono praticamente azzerati in seguito alla sospensione cautelativa dei neonicotinoidi (voluta e ottenuta con notevole impegno dagli apicoltori) utilizzati per la concia delle sementi di mais. Allo stesso tempo la produzione di mais, nonostante la ritrosia dei coltivatori, non ha invece sostanzialmente subito perdite, con notevole risparmio anche sul costo della semente (la semente conciata ha un costo superiore).

Il problema però è ancora attuale e di grossa portata, i casi di avvelenamento cronici e acuti dovuti a un utilizzo “troppo facile” dei pesticidi sono ancora molti e Porrini conclude ricordando come la biodiversità e le risorse del pianeta siano la nostra salvezza e che non dovremmo perdere l’occasione di rimediare alla distruzione dell’ambiente che abbiamo messo in atto.

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