Report di aprile 2017 - un mese molto complicato

medie temp aprileL’inizio della stagione non ha presentato particolari difficoltà (un gennaio freddo è stato seguito da un febbraio e soprattutto un marzo decisamente sopra le medie storiche), e le più grandi preoccupazioni sembravano la preparazione degli alveari per una fioritura decisamente anticipata e la siccità, che avrebbe probabilmente ridotto il flusso nettarifero della robinia.

Nelle zone vocate della Lombardia, chi aveva gli alveari già pronti, è riuscito inizialmente a produrre qualcosa e la media di mieli primaverili (tarassaco-ciliegio-millefiori) si è attestata sui 7 kg ad alveare. A causa della siccità è risultata invece nulla la produzione su colza.

Nella seconda metà del mese però il vento, le gelate e in qualche caso la grandine hanno peggiorato notevolmente il contesto. Le situazioni più critiche sono state segnalate nel fondovalle della Valtellina e nell’Oltrepò Pavese dove le gelate notturne hanno danneggiato irrimediabilmente gran parte delle piante (già fiorite e non) e dove chi aveva poche scorte a disposizione delle api  ha dovuto ricorrere a nutrizioni di emergenza con famiglie ridotte alla fame.

Negli altri territori per fortuna, a parte qualche valletta dal microclima generalmente più freddo,  le piante non sembrano aver patito il gelo mattutino dei giorni più freddi e, in presenza di piante fiorite, negli ultimi due fine settimana del mese si è assistito finalmente ad un flusso nettarifero sufficiente a far riempire quasi un melario alle famiglie più forti.

Il peggioramento meteo della fine del mese e le previsioni non inducono all'ottimismo, ed è facile pensare che il raccolto della robinia, dove non del tutto compromesso, sarà comunque scarso. Fortunatamente non ci sono ancora certezze in tal senso.

Le famiglie paradossalmente sono pronte e in aprile hanno generalmente raggiunto un buon sviluppo. La situazione sanitaria è buona, con pochissimi casi di peste o virosi segnalati. Probabilmente però gli effetti del clima si faranno sentire anche sulle api con un aumento dei fino ad ora ridotti fenomeni sciamatori (a parte il mantovano dove risultano intensi già da un paio di settimane) e patologie della covata conseguenti a eventuali stress alimentari che si dovrà cercare di prevenire, anche per non far bloccare lo sviluppo delle famiglie.

Gli avvelenamenti sono stati sporadici, ma le eventuali necessità di riseminare il mais danneggiato dal gelo potrebbe esporre a nuovi rischi (tralasciando comunque che i trattamenti insetticidi su cereali e prati sono appena all'inizio).

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