Buone premesse, pessimi risultati!

RobiniaPotrebbe essere sintetizzata così la campagna della robinia appena terminata. Le api stavano bene, non benissimo ma bene (alcune produzioni su tarassaco e colza ne erano la dimostrazione e facevano ben sperare); il meteo tendente al bello, ma … Effettivamente sono state poche le giornate di pioggia, ma il sole è stato accompagnato spesso da vento e, soprattutto, da temperature (specie quelle notturne) troppo basse. Risultato: fioritura abbondante e “lunga”, produzione di nettare molto scarsa, api inoperose, melari …

Le zone a fioritura precoce sono state le più favorite. Nonostante i giorni di effettiva raccolta siano stati pochi i risultati, alla luce di quello che è successo dopo, sono da considerare positivi. 

Produzioni

Cremonese, lodigiano, pianura bresciana: 15 kg/alveare, con punte di 20 kg

Pianura bergamasca: 12 – 15 kg/alveare

Pianura mantovana: 15 – 18 kg/alveare, con punte di 25 kg

Pavese e milanese (aree lungo il Po e il Ticino): 10 – 15 kg/alveare. Per queste zone è tuttavia da segnalare una grande variabilità, con apiari che a malapena hanno superato i 5 kg e altri, meno numerosi, che hanno fatto registrare produzioni decisamente superiori (30 kg e oltre).

Sulle fioriture via via più tardive … di male in peggio!

Brianza: 13 - 15 kg/alveare

Alta Brianza: 8 - 10/kg/alveare

Collina mantovana: 10 – 12 kg/alveare

Oltrepo pavese (pianura e prima collina): 0 – 5 kg/alveare; alta collina: 5 – 10 kg/alveare

Varesotto: 5 – 8 kg/alveare

Mercato e prezzi

Con le produzioni indicate, che si associano a risultati simili se non ancora peggiori nelle altre Regioni, è certa la mancanza di miele di robinia e quindi una sua forte richiesta sul mercato. Rivolgiamo un appello agli associati che hanno qualche disponibilità di miele per la vendita a privilegiare gli scambi tra apicoltori, per permettere ai produttori, per quanto possibile, la conservazione del mercato diretto e di prossimità con miele italiano di qualità. E’ anche possibile conferire il miele ad Apilombardia per Conapi. In questo momento non si segnalano ancora transazioni, tuttavia è ipotizzabile un significativo aumento dei prezzi (che, ricordiamo, nel 2015 avevano subito una lieve flessione); in considerazione di questa probabile evoluzione del mercato consigliamo vivamente di prestare attenzione alle quotazioni (chiedere ad Apilombardia o ai tecnici) che possono variare anche repentinamente; in ogni caso suggeriamo sin d’ora di attenersi a un prezzo non inferiore a 8,00 €/kg per il miele di robinia convenzionale, 9,00 €/kg per il biologico e tenersi aggiornati sulle variazioni dei prezzi.

Cogliamo l’occasione per richiamare l’attenzione degli apicoltori anche sul prezzo di vendita al consumatore. Non ci sfugge certo la difficile congiuntura economica che, tra l’altro, deprime i consumi (ma non quello dei mieli di qualità), ma è incomprensibile vedere miele di robinia venduto direttamente al consumatore a un prezzo uguale o di pochissimo superiore a quello all’ingrosso. Ci consentano, questi produttori, una franca considerazione: non sanno fare i conti, danneggiano seriamente altri colleghi e, in ultima analisi, anche l’immagine del miele italiano di qualità! Infatti: cosa potrà pensare un consumatore attento e responsabile (e quelli di miele di qualità in genere lo sono) davanti a un miele del produttore locale, magari bio, che costa poco di più (ma spesso decisamente meno) di molti mieli “industriali”, pastorizzati e di importazione? Suggeriamo pertanto, anche ma non solo per la scarsa produzione, di applicare un prezzo non inferiore a 11,00 €/kg.

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